Categoria: I nostri temi

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Ma le religioni vogliono davvero la pace?

Abituati a pensare la pace come un dato permanente, eravamo ormai abituati a considerare le religioni come attori di pace. Ciò, diversamente da come venivano concepite un tempo. Oggi, viceversa, osserviamo un peso crescente di fattori religiosi nei drammatici conflitti in corso, sia che li preparino, sia che li legittimino e rinforzino. E ci chiediamo: …

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Il senso di una presenza Una verifica del Forum di Limena a cinque anni dalla nascita

“Per chi è responsabile la domanda ultima non è: come me la cavo eroicamente in quest’affare, ma: quale potrà essere la vita della generazione che viene. Solo da questa domanda storicamente responsabile possono nascere soluzioni feconde, anche se provvisoriamente mortificanti. In una parola: è molto più facile affrontare una questione mantenendosi sul piano dei principi …

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L’araba fenice dell’autonomia differenziata. Una conferenza del prof. Paolo Feltrin

Se ne parla già meno, data l’attenzione riservata al premierato, ma come è noto Il 23 gennaio 2024 il Senato ha approvato il disegno di legge quadro sull’autonoma differenziata. Va detto subito che il provvedimento non è ancora legge perché dovrà prima passare alla Camera per l’ulteriore approvazione. Come di prassi, gli accenti con cui …

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L’autodistruzione di Israele Netanyahu, i palestinesi e il prezzo dell’abbandono

In un luminoso giorno dell’aprile 1956, Moshe Dayan, il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (IDF), con un occhio solo, guidò a sud verso Nahal Oz, un kibbutz di recente costruzione vicino al confine della Striscia di Gaza. Dayan venne per partecipare al funerale del 21enne Roi Rotberg, che era stato assassinato …

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Prospettive fosche per la pace secondo il caporedattore di Haaretz

A cura di Alessandro Castegnaro Negli Usa e in Europa si discute molto sulle possibilità che le proposte per la pace su cui stanno lavorando il presidente Biden e la diplomazia americana (Sullivan, Blinken, ecc.) siano realistiche. Un commentatore come Thomas Friedman, del New York Times, sembra credervi, ma l’editorialista di Le Monde Elena Sallon …

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“Il Sud del mondo sta sfidando una memoria collettiva dominata dall’Olocausto e confrontandola con la colonizzazione”

Di Sylvie Kauffmann (editorialista), in Le Monde del 18 gennaio 2024 [nostra traduzione] Le udienze del caso del Sudafrica che accusa Israele di genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia illustrano l’emergere del Sud del mondo e la sua sfida all’ordine imposto dall’Occidente. Non è una coincidenza che uno dei più brillanti avvocati del team …

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L’accusa di ‘genocidio’, un’arma nei grandi conflitti geopolitici

Sebbene la Convenzione ONU del 1948 contenga l’impegno a prevenire e punire il crimine di genocidio, questo rischio è stato spesso invocato quando si è trattato di giustificare l’intervento militare. La Corte internazionale di giustizia (ICJ) dell’Aia non si è pronunciata nel merito né ha accolto la richiesta del Sudafrica di un cessate il fuoco …

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A proposito dell’uso del termine “Genocidio” e della causa intentata dal Sudafrica contro Israele presso la Corte dell’Aja

Parole incaute In una intervista al Fatto Quotidiano del 3 gennaio 2024 l’arcivescovo Ricchiuti, presidente di Pax Christi, non si è fatto problema ad anticipare la sentenza che, non prima di molti mesi, verrà emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia de L’Aja, dichiarando che a Gaza è in atto un “genocidio”. Non contento egli ha …

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Perché non riesco a smettere di scrivere del 7 ottobre

Questa sarà la mia ultima rubrica dell’anno e sarà più personale di molte altre. È uno sforzo per spiegare, a me stesso e ai lettori, perché non riesco a smettere di scrivere del 7 ottobre e delle sue conseguenze. Qualche settimana fa, mia madre stava guardando il filmato di uno studente ebreo che veniva schernito …

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“È una follia dover scegliere quali vittime piangere e quali no”

Dalla finestra del suo appartamento a Tel Aviv lo scrittore Etgar Keret vede un Paese «sospeso», molti caffè sono chiusi o aprono a singhiozzo perché il personale è nella riserva, le scuole funzionano parzialmente con le classi a rotazione in smart working come durante il coronavirus, buona parte degli asili sono deserti perché privi di …

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